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Quando arriva il vento del Nord

Published : 27/06/2017 18:30:35
Categories : Intonaci e finiture , Non solo Bioedilizia

Il vento del Nord aveva già cominciato a raffeddare il laghetto, sebbene occorressero molte settimane di continuo soffiare perchè gelasse completamente, tanto è profondo. Quando alla sera, cominciai ad avere un fuoco, prima di intonacare la casa, il camino tirava particolarmente bene per le numerose fessure tra tavola e tavola.
Tuttavia passai delle serate allegre, in quella stanza fresca e arieggiata, circondato dalle rozze tavole, brune e piene di nodi, e sotto le travi del soffitto, cui non avevo tolto la corteccia.
Dopo che l'intonacai, la casa non mi piacque mai troppo ai miei occhi, sebbene fossi obbligato a confessare che così era più comoda...”***
 
La casa dello scrittore poeta H.D.Thoreau era un piccolo “monolocale” autocostruito, aveva il camino in mattoni e la legna certamente non mancava dato che viveva in mezzo al bosco. Questo per dire che poteva anche permettersi di non avere un isolamento termico adeguato.
 
Per la nostra casa dobbiamo invece tener conto delle normative vigenti che stabiliscono il livello dell' isolamento termico dell' ”involucro”. L'involucro verso l'esterno è costituito dal tetto, dalle pareti, dai serramenti ed infine dal pavimento confinante con il terreno o con la cantina/garage non riscaldati.
 
Malgrado le normative stabiliscano i valori, diversi per fascia climatica, che l'isolamento debba avere in ogni parte dell'involucro, spesso ci si dimentica di qualche componente considerato minore, ad esempio del pavimento. Abbiamo così situazioni sbilanciate dove alcune parti sono anche molto isolate e altre meno così da vanificare in parte il lavoro fatto: il primo suggerimento è quindi di pensare all'isolamento termico nel complesso dell'involucro e di dimensionare secondo i valori e le proporzioni indicate dalle normative.
 
Altra questione è la scelta dei materiali isolanti: generalmente se scegliamo il sughero o la fibra di legno, oltre a garntire sicurezza, traspirabilità ed ecocompatibilità dell'intervento, otteniamo anche una buona protezione dalla calura estiva. Infatti un buon isolamento termico oltre che conservare il calore prodotto internamente dal riscaldamento nella stagione fredda, deve impedire che l'irraggiamento esterno del sole surriscaldi l'interno delle nostre case. Il fenomeno si manifesta specialmente nei sottotetti mansardati dove lo “sfasamento termico” dovrebbe essere di 12 ore.
 
Se l'isolante ci protegge per 12 ore, che è il tempo che trascorre dalle nove del mattino alle nove di sera di un assolato giorno d'Estate, la temperatura interna rimarrà pressoche costante e non ci sarà bisogno di un sistema artificiale di climatizzazione: evitate i pannelli in polistirene perchè sono troppo leggeri e del tutto carenti nel periodo estivo, scegliete invece il sughero o la fibra di legno perchè con adeguato strato proteggono tutto l'arco dell'anno.
 
Dicevo del pavimento che viene tenuto in scarsa considerazione, in realtà la dispersione del calore dal pavimento è solo di poco inferiore a quella del tetto, ancor più quando si sceglie il riscaldamento a pavimento è importante che lo strato isolante sia ben dimensionato, altrimenti buona parte del calore prodotto si disperderà verso il basso. Ricordate dunque che non bastano i tre centimetri del pannello che generalmente viene montato insieme all'impianto di riscaldamento, ma che in un progetto ben fatto, deve trovare posto l'isolamento termico del sottofondo in spessore adeguato.
 
Spesso, anche le pareti perimetrali hanno bisogno di maggiore isolamento termico, specialmente se la casa è stata costruita anni fa, quando si pensava che un buon spessore di muratura fosse sufficiente a proteggere dal caldo e dal freddo. La parete Nord spesso è molto fredda, disperde calore e condensa umidità all'interno. Il cappotto termico è la soluzione ideale in questi casi da realizzare preferibilmente con materiali sani e traspiranti come il sughero e lecalci. Quando per vari motivi non è possibile fare il rivestimento all'esterno, si può intervenire dall'interno rivestendo le pareti più critiche: le difficoltà tecniche saranno minori e anche i costi più contenuti.
 
In conclusione, il consiglio è di dedicarsi all'isolamento termico prima di installare tanta nuova impiantistica, pubblicizzata come risolutiva del problema energetico ma male impiegata se la struttura è carente nell'isolamento termico dell'involucro.

Enzo Princivalle


 

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